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Bafia è uno di quei piccoli paesi che non vengono riportati sulle guide turistiche, ed in effetti non ci sono grandi monumenti da ammirare, antichi ruderi nelle vicinanze o belle spiagge. Dal mare dista infatti una quindicina di chilometri, disposto com’è alle pendici dei Peloritani.
Eppure se per caso si sbaglia a passare di qui, magari dopo aver visitato la vicina Castroreale, si potrà godere dell’atmosfera di un paesino siciliano dove il tempo sembra scorrere più lentamente, la gente si muove pigramente per le vie, i bambini giocano a palla in piazzette altrimenti deserte e i vecchi stanno seduti, da soli, a fumare una sigaretta e guardare lontano, imperscrutabili.
Un paese vivo di una Sicilia lontana dalla frenesia moderna senza essere sperduto tra le montagne dell’entroterra.
Se si ha un po’ di spirito d’avventura nelle vene e non si è con un mezzo eccessivamente sportivo, si può percorrere il paese fin quasi alla fine per poi imboccare una via sulla destra che si inerpica sui monti. Bafia è infatti una porta dei Peloritani e il sentiero, battuto per lo più da fuoristrada e uomini della forestale, si inoltra verso l’interno verso posti incantevoli ma dove è d’obbligo una guida o quantomeno un’ottima cartina; però bastano poche centinaia di metri per godere di un panorama incantevole sul golfo da Milazzo a Capo Tindari e oltre fino a Capo Calavà.
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