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Il blog di nemo




II prova regionale UISP enduro Siracusa

17/04/2011

Dopo tanti anni si torna a Siracusa città. Gli amici del luogo hanno fatto veramente un bel lavoro e sostenuto  uno sforzo notevole di tempo e di denaro. Nei miei ricordi di allora sedicenne c'è ancora il famoso fiume Anapo dove i piloti del luogo allora (e anche ora) facevano il bello e il cattivo tempo: pensare di ripercorrere quei posti bellissimi mi entusiasma non poco.

La cronaca:

Il sabato mattina partiamo (col mio amico Max Cosentino) per vedere le speciali sopratutto la famosa prova "estrema" che ci incuriosce e ci fa vivere un clima quasi da mondiale. Tutto mi è sembrato bellissimo: il fettucciato tutto ricavato (a suon di ruspa) in un campo incolto pieno zeppo di cespugli di 3 metri e di canali, l'estrema ricavata da un piccolo tratto di fiume di lava bianca da percorrere in discesa e poi in salita con qualche ostacolo trialistico con bei lastroni, ma sempre fattibile anche con qualche spintarella. Infine lei, la linea dei miei ricordi. L'alveo in secca dell'Anapo da percorrere in salita: una serie di bellissimi rettilinei, curve e controcurve di ciottolato da stare attenti come degli equilibristi. Basta finire fuori traiettoria e sono guai. Insomma una bella premessa per l'indomani.

Purtroppo, però, Giove Pluvio ci ha messo lo zampino. Infatti il pomeriggio e la nottata non ha smesso di piovere riducendo il fettucciato quasi un pantano. Ma, la mattina della domenica si presenta sotto gli auspici di un sole magnifico, quindi, fiducioso, parto come sempre non sapendo ancora cosa mi aspetta. Fino al fettucciato tutto bene ma ivi arrivato mi rendo conto che qualcosa non va per il verso giusto: ci sono troppi piloti in attesa di partire e mi preoccupa il tabellone dell'ultimo concorrente passato che segna 10 minuti. Mi chiedo il perchè. Semplice, tutti i canali che attraversano il campo arato si sono riempiti d'acqua ed è un terno al lotto non affossare e completare tutta la prova. Immerso in questi pensieri fino a quando arriva il  mio turno di partire. Ci provo e mi viene in mente l'inferno di Montalbano del 2009, ma oggi ho la mia fida K 300 che mi toglie dai guai quindi, confidando in lei, mi butto accelerando come un pazzo e cercando la migliore traiettoria sull'erba rimasta intatta (poca). Riesco a completare, ma quanta fatica. Sono già esausto dopo 6 minuti di lotta e 10 di gara. E poi non è andata troppo male visto che c'è qualcuno che ci ha messo 10 minuti. Qundi completo il resto del giro che dopo è abbastanza scorrevole, provando l'estrema e la linea non cronometrate. Riprendo fiato al c.o. e vedo il mio amico Max già ritirato per una banalità quindi mi preparo a ripartire per l'altro fettucciato.  Questa volta il terreno si è un pò asciugato e poi i ragazzi di Siracusa (meraviglioso vederli immersi nel fango fino a mezza coscia per tentare di aiutarci) hanno eliminato i pezzi dove c'erano i passaggi più ostici. Forse stavo già pensando di avercela fatta e invece ahimè, non ho visto l'ultimo canale più profondo degli altri e patatrac, sono caduto a mollo nel fango che mi ha inzuppato dalla testa ai piedi rendondomi quasi irriconoscibile. Neanche il tempo di capire da che parte rialzarmi, ecco apparire i ragazzi dell'assistenza che mi hanno aiutato a ripartire subito. Risultato: alla fine della prova sono tutto una fangata, dal casco agli stivali ma decido di pulire solo gli occhiali ripartendo in pò infreddolito. Poi, dopo questo episodio non ho più nulla da segnalare se non che il fettucciato è stato eliminato dal terzo giro in poi.

Che dire ancora bella gara, impegnativa e suggestiva per la prova in linea dentro l'Anapo con le sue pareti altissime e verdissime. Complimenti agli organizzatori perchè hanno saputo inventarsi una bella gara dentro la città e di questi tempi non è poco. Ottimo il paddock e la premiazione finale con coppe fino al quinto classificato.

 









7 prova campionato regionale enduro 2010

13/11/2010

Canicattini Bagni, 7 novembre 2010 Il mio Presidente me lo aveva raccomandato la settimana precedente: prova e riprova le mulattiere perchè ne vedrai delle belle. E così è stato. Anzi, di più. Tutto l'enduro test infatti, era una mulattiera interminabile e per giunta fatta di vecchissima lava bianca (ne avete mai vista?), piena di buche e scalini o scaloni, il tutto ben condito dalla brina notturna che ha causato, nel primo giro, il ritiro di molti concorrenti (anche Emiliano). Io, veramente, ero talmente scazzato (ho forato l'anteriore dopo 500 mt. dalla partenza) che son salito più per la voglia di finire il primo giro e portare la moto al parco chiuso per il ritiro, che per altro. Ma che succede? Chi c'è in mezzo agli scaloni? Ma è una Husquarna, quella di Emili; mannaggia lo vedo in difficoltà ma non posso aiutarlo perchè sono in apnea e non respiro da tre minuti. Lo supero e dopo un pò incontro Giovanni (mio cognato). Mi fermo e lo guardo negli occhi. Li ha velati: è stravolto per la fatica e mi dice che è già caduto 3 volte. Gli dico di stringere i denti e di seguirmi che ho forato. Ma lui forse non mi sente e lo lascio là. Continuo a salire e finalmente comincia un pò di rettilineo liscio liscio. Ma è un'illusione. Subito la stessa mulattiera di prima ricomincia, stavolta in discesa, fino ad arrivare alla fine della prova speciale.Tiro un respiro profondo e con molta preoccupazione continuo il giro sull'asfalto. Fino ad un'altra lunghissima mulattiera impestata in discesa e scivolosissima. Potete immaginare come ho dovuto scenderla. Tutto seduto (pensate a che dolore di c....) perchè appena mi alzavo in piedi la moto scartava con quella ruota a terra e rischiavo di ammazzarmi. Scalini e scalini fino al c.o. dove potevo tirare un bel respiro di sollievo. Infatti avevo 4 minuti di anticipo. Caspita, ho pensato, devo avere volato sull'asfalto per poter avere questo anticipo. Il tempo di bere un pò e son ripartito per arrivare quasi subito al fettucciato: bellissimo, tutto discese, salitoni e cuve in contropendenza. Devo confessare che in un salitone affrontato male ho dovuto anche spingere. Ma, poco male, visto che la fine della prova era vicina. Finalmente potevo andare fino alla partenza e ritirarmi. L'enduro è anche questo. E così, stranamente, appena imboccato l'asfalto anzicchè andare piano, comincio a correre velocissimo, anche troppo, fino alla mia assistenza (avevo una strana senzazione). Volevo salutare mia moglie prima di consegnare la tabella di marcia. E cosa vedo: la moto di mio nipote che si era ritirato cadendo e piegando una leva nella famosa mula. Non credo ai miei occhi, non ho il tempo di scendere che già il meccanico comincia a smontare le ruote anteriori per scambiare i copertoni. In un attimo è tutto fatto mentre Enza mi dà un pò di energetico casalingo (cotognata) per tirarmi sù. Ancora mancano 3 minuti per il c.o. passati i quali, riparto con calma per il giro: sono felice, non mi sono arreso e mentre guido penso di aver acquistato una moto veramente eccezionale che al suo debutto non mi ha tradito: una 2 tempi col bottoncino. Quindi a poco a poco, senza altre particolari emozioni e difficoltà se non la stanchezza porto a termine la mia gara. Ciao a tutti e arrivederci alla prima dell'anno prossimo.





2 prova regionale enduro Francavilla

22/03/2010

Cronaca della 2 prova di campionato regionale enduro 2010.

Francavilla, 14 marzo 2010

La mattina presto quando sbircio fuori dalla finestra di casa a Catania, tiro un respiro di sollievo: forse, dopo tanto brutto tempo, oggi non pioverà.

Mi metto in macchina con la famiglia e arrivati al paddok un po’ tardi, posteggio l’auto in ultima posizione ad 1 km. dalla partenza. Poi, dopo la vestizione, incoraggiato da mia moglie e mia figlia, prendo la moto dal parco chiuso e parto per la gara.

Subito dopo la partenza supero tre guadi profondi; tutto liscio penso, però dopo altri 100 mt. sulla sabbia, vedo un gruppetto di piloti che aspettano per superare un tubo maledetto.

Quando arriva il mio turno arrivo al tubo, un'indecisione e un attimo il mio sguardo si sposta a destra, più avanti dove il fiume forma una piccola rapida. Stupore e preoccupazione quando mi accorgo che sotto la rapida c’è un buco e una moto rossa con un pilota che, sotto di essa, sommerso dall’acqua annaspando cerca di respirare. Ce la fà, si mette in piedi  e anzi riesce ad agguantare la moto per lo sterzo prima di vederla portare via dalla corrente. Immaginate la sensazione che ho provato, quando a fine gara ho saputo che lo sfortunato pilota era il mio amico Emiliano.

Preso da questi brutti pensieri, tutto raggelato, perché nel frattempo per superare il tubo sono sceso nel fiume fino a metà coscia,  alzo di peso la moto per buttarla al di là dell’ostacolo e riprendo il percorso per altri 300 mt. fino al fettucciato.

Tutto  il cross test è stato tracciato nella fiumara grande, con passaggi veramente spettacolari soprattutto per i fotografi che si  sono esaltati immortalando gli spruzzi d’acqua alzati dai concorrenti (anche quelli meno veloci come me).

Alla fine dei circa 5 minuti di curve, acqua, ciottoloni e sabbia  e ancora curve, piuttosto stremato, ho cominciato il  percorso vero e proprio. Devo dire che è veramente bello, veloce e scorrevole e dopo circa 20 minuti sono arrivato alle “case di Mussolini”.

Lì giunto, non credendo ai miei occhi,  ho incontrato una decina di persone in tuta mimetica armate fino ai denti con mitra e lanciagranate. Ma è stato un attimo: mi sono ricordato, infatti, che esiste un nuovo gioco o sport di gruppo in cui i concorrenti  simulano  la guerra vera  (come se ne avessimo bisogno) con assalti, feriti e morti (falsi per fortuna).

Superato anche questo tratto, sono arrivato  fino a Sella Mandrazzi per poi cominciare a scendere fino al  c.o. dove sono arrivato con 4 minuti di anticipo. Solo il tempo di bere un po’ d’acqua, poi il c.o. e l’inizio della prova speciale in linea. Primo tratto lento, di circa 1 minuto, dentro il bosco molto scivoloso e pericolosetto e poi dopo l’ennesimo guado profondissimo, l’inizio di un salitone di 5 minuti  molto tecnico e ricco di altissimi bob  e così fino alla fine della prova speciale in mezzo a un bel bosco.

Da lì in poi, una lunghissima discesa di parecchi km. molto tecnica e a volte scivolosa fino ad arrivare ad un'altra bella fiumara. E’ stata dura superarla indenne; alcuni tratti erano quasi  quasi da trial. Penso che gli amici dell’Aiello si siano un po’ vendicati delle infinite fiumare di 2 settimane prima a Ragusa.

Sono uscito dalla fiumara col fiatone e dopo 7 Km. di asfalto eccomi di nuovo alla partenza con 7 minuti di anticipo.

Dal 2 giro in poi, avendo preso il giusto ritmo di ex regolarista, non ho avuto più problemi fino alla fine della manifestazione.

Che dire ancora. Per me è stata una bellissima gara ma molto dura per il freddo, l’acqua e l’ansia di non affogare, ed infine il mio “stratosferico 14 posto” nella categoria promo (ahimè quest’anno sono tutti ragazzi).

Ciao a tutti e alla prossima.

Nemo







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