Le isole Eolie sono sicuramente uno dei posti di mare piu' belli d'Italia. Sono un gruppo di sette isole di origine vulcanica molto vicine fra loro ma la vita che si svolge in esse varia molto da una all'altra, si va dalla turisticissima e altrettanto particolare Vulcano alla ascetica Alicudi passando per Lipari, Salina, Panarea, Stromboli e Filicudi.
Poste nella parte orientale del basso Tirreno, a circa 40 km dalla costa siciliana, appartengono dal punto di vista amministrativo alla provincia di Messina. L'arcipelago si compone di sette isole abitate circondate da innumerevoli scogli e numerosi isolotti che creano paesaggi e scorci singolarmente suggestivi. Fra le isole la più estesa e popolosa è Lipari, poi, in ordine decrescente per superficie, Salina (la più alta), Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea. Tutte sono di grande interesse geologico, archeologico, paesaggistico. L'arcipelago e' collegato con la Sicilia durante tutto l'anno dalle navi di linea della Siremar che effettuano corse giornaliere da Milazzo e settimanali da Napoli; durante il periodo estivo la linea con Napoli diviene trisettimanale e le altre vengono potenziate. Come alternativa si possono usare gli aliscafi che le collegano quotidianamente a Milazzo.
Lipari è la più grande (37.6 km) e la più popolosa isola; come centro abitato e' l'unico che abbia un vero e proprio assetto urbano, è una serena cittadina alla cui struttura urbana fa da centina il Castello, zoccolo riolitico che è un'esemplare fortezza naturale. Per questa ragione la sua sommità pianeggiante fu sede del principale abitato nelle Eolie dal Neolitico alla fine dell'età del bronzo. Fu poi l'acropoli della Lìpara greca e nucleo iniziale della rifondata città romana.
A causa di esigenze difensive tornò ad essere sede della città fortificata dal Medioevo fino al Settecento. Il castello è così diventato un giacimento di materiali archeologici e gli scavi condotti, dal 1946 in poi, lo hanno trasformato in in un campo archeologico arricchito dalla creazione dell'importante Museo Archeologico Eoliano che raccoglie i vari reperti venuti alla luce nelle isole e nell'area di Milazzo.
Molto affascinante e' fare il giro dell'isola in barca, facilmente organizzabile con i proprietari delle imbarcazioni ormeggiate a Marina Corta, che consente di raggiungere bellissime spiagge, non accessibili con auto o moto, sulle quali magari fare un bel pranzo a base dell'ottimo pesce locale, e visitare grotte tanto suggestive che nessuna foto può renderne i colori.
Da non perdere le spiagge di pomice, con intere discese sulle quali è possibile scivolare fino al mare, e, se possibile, le cave di ossidiana, di cui si possono comprare alcuni pezzi in paese.
Salina, la seconda isola per superficie (26.8 km) e abitanti, ha forma trapezoidale, è lunga 7 km e larga 5.5 e si trova a circa 4 km a NO da Lipari. E' solcata da una valle che la divide in due gruppi di rilievi secondo l'asse N-S così che da lontano appare non come un'unica isola ma come due diverse e vicine. L'isola è divisa in tre comuni: Santa Marina, Malfa e Leni, che sono anche i tre maggiori centri abitati. Le navi e gli aliscafi fanno scalo a Santa Marina e a Rinella.
Vulcano, l'isola piu' meridionale e nota dell'arcipelago, estesa circa 21 km quadrati, e' molto interesante per le attuali manifestazioni vulcaniche a carattere esalante (fumarole). Alla destra del porto vi sono le sorgenti termali, in cui vi e' una grande vasca con fango ed una spiaggia la cui acqua raggiunge temperature elevate. Proseguendo verso sud-est si arriva a Vulcanello, località di belle ville sorte su un cratere spento. Da qui si puo' ammirare l'isola di Lipari. Una delle spiagge piu' belle e' quella detta delle 'sabbie nere' la cui acqua e' trasparente e la sabbia e' di colore nero luccicante ed assomiglia al tatto al talco. A circa 300 m dal Porto di Levante si innesta il sentiero che sale sino alla sommità del Gran Cratere della Fossa, da cui si può ammirare uno splendido panorama di tutte le isole e della costa siciliana.
Vulcanello, la penisola a nord di Vulcano che si eleva a m 123 sul mare, è sorto dal mare come un'isola per poi saldarsi a Vulcano per l'accumularsi di detriti e di roccia lavica. Vulcanello dista circa un chilometro, meno di un'ora per andare e tornare, e lo si può raggiungere attraversando l'istmo che lo unisce a Vulcano e forma le due baie di levante (il Porto) e di ponente.
Panarea è la più piccola delle Eolie (3.4 km) ed è anche la meno elevata (punta del Corvo, la maggiore elevazione, raggiunge i 421 m). Con Basiluzzo (0.3 km),
Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera, i Panarelli e le Formiche forma un piccolo arcipelago posto circa a metà tra Lipari e Stromboli su un unico ampio basamento sottomarino. Dal punto di vista geologico Panarea è la più vecchia delle isole Eolie e fu abitata fin dal Neolitico superiore come testimoniano i ritrovamenti del giacimento della Calcara. Il paesaggio è reso più suggestivo dalla vegetazione mediterranea arricchita, in prossimità delle case, da molte specie vegetali d'importazione. E' inoltre da segnalare la presenza di alcune coppie di falchi della regina e di numerosi gabbiani reali, che nidificano sulle inaccessibili pareti delle coste occidentali. L'abitato si concentra in tre frazioni: San Pietro (luogo di approdo delle navi e degli aliscafi), Ditella e Drauto, mentre gli insediamenti turistici residenziali hanno prodotto ferite ai luoghi e con nuove costruzioni assediano ormai quanto era stato recuperato e conservato.
Basiluzzo, circa 3.5 km a nord-est, è una grossa cupola formatasi per la sovrapposizione di diverse colate laviche e sulle pareti a picco sul mare si può osservare la caratteristica laminazione. La formazione di Basiluzzo è certamente l'ultimo episodio eruttivo subacqueo nel gruppo di Panarea nella irregolare stratificazione sono inseriti livelli più scuri costituiti da ossidiana formata per il rapido raffreddamento del magma.
L'isola di Stromboli, posta all'estremità NE dell'arcipelago, ha una superficie di 12.6 km ed è alta 924 m. La sua base ha forma vagamente trapezoidale e il cono vulcanico ha la sommità (serra di Vancura) arrotondata, caratteristica dalla quale le derivò il nome di Strongyle (rotonda) che le diedero gli antichi Greci.
Il maggiore interesse dell'isola sta nella peculiarità di trovarsi, dopo circa due millenni, unica delle Eolie, in uno stato permanente di attività eruttiva, con continue esplosioni che lanciano cenere e lapilli molto belle da osservare di sera da una barca.
Strombolicchio è posto a circa un chilometro e mezzo a nord-est di Stromboli; era alto 57 m e terminava con irti pinnacoli, è stato spianato e ridotto a 49 m per costruirvi un faro. Una ripida scala, in parte ricavata nella roccia, consente così l'accesso alla spianata dalla quale si ammira il suggestivo panorama di Stromboli e delle altre isole, della Sicilia a sud e della Calabria a est. L'isolotto è abitato da gabbiani reali e lucertole, inoltre tra la rada vegetazione vi cresce l'efedra, una rara piantina che vive tra le rupi. L'intersse maggiore sono però i fondali coralliferi ricchi di forme vegetali e di comunità di attinie tra le quali la rara attinia equina.
Filicudi e Alicudi destano un ineteresse che è sicuramente derivato dalla conservazione e dal mantenimento del territorio nello stato in cui si trovava alla fine del secolo scorso. Questo certamente non per merito dell'uomo ma per l'opposto: all'abbandono dovuto alla massiccia emigrazione degli ultimi cinquant'anni, alla posizione periferica e decentrata rispetto alle altre isole, ai luoghi suggestivi ma impervi e selvaggi, alle difficoltà di raggiungerle per il flusso turistico va interamente il merito di aver reso possibile la salvaguardia dai recenti insediamenti. E' così oggi possibile avere due esempi - ma è già iniziato un processo di degradazione - dei caratteri e dell'architettura rurale eoliana che nelle altre isole è stata turbata o sconvolta dall'intervento dell'attività umana.
Filicudi forma, con la vicina isola di Alicudi, l'estremità O dell'arco insulare delle Eolie. Ha pianta ellittica, prolungata a sud nel promontorio di capo Graziano, lunga circa 5.5 km e larga circa 3 con una superficie di 9.5 km; raggiunge la sua massima altezza (774 m) con l'edificio principale, la Fossa delle Felci, che con il suo largo perimetro costituì la quasi totalità della superficie dell'isola.
Alicudi, una delle più piccole delle isole Eolie, è anche la più periferica, trovandosi all'estremità occidentale dell'arcipelago. La parte emersa, un cono alto 675 m, rappresenta l'apice di una struttura vulcanica di grandi dimensioni che si sviluppa sotto il livello del mare fino ad una profondità di più di mille metri. Una caratteristica dell'isola sono i 'rifriscatura', soffioni di aria alla temperatura costante di circa 7° C che vengono ancora usati dagli abitanti per la conservazione di derrate alimentari.