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Livello superiore: Moto

Guidare d'inverno



La 'brutta' stagione rende certamente più difficile andare in moto ma non per questo deve necessariamente annullare il piacere della guida. Anzi può regalare piacevoli momenti e emozioni diverse e forti da ricordare a lungo.
Il leggero freddo che comunque riesce a passare attraverso l'abbigliamento, la pioggia che scivola addosso e sbatte sulla visiera del casco, l'attenzione e magari il piacere di trovarsi soli in mezzo alla campagna in una notte illuminata dai lampi, sono sicuramente 'piaceri' che pochi vorrebbero provare ma capaci di regalare ricordi magari incancellabili.
Ma cosa succede quando l'asfalto è bagnato o addirittura ghiacciato? Il principale effetto è la drastica riduzione di attrito. L'attrito è la forza che permette ai pneumatici di non scivolare sull'asfalto. Ciò comporta che, se non vogliamo finire per terra, dobbiamo ridurre al massimo le brusche variazioni di moto e cioè le accelerazioni di qualsiasi tipo ricordando che sono accelerazioni anche il frenare e il curvare!
Ogni manovra va eseguita al rallentatore, con dolcezza. Bisogna quindi anche prevedere con maggiore anticipo le manovre degl'altri o mantenere una maggiore distanza di sicurezza. Cambiare al rapporto successivo in anticipo ogni volta che è possibile, in modo da non avere troppa coppia alla ruota posteriore, e in frenata usare il freno motore. In tal caso attenzione con monocilindrici e bicilindrici di grossa cilindrata: scalando troppo presto si può mettere facilmente in crisi la tenuta del posteriore.
Ciò, è chiaro, non vale per gli scooter con variatore automatico che non possono giocare con i rapporti del cambio.
Tutto questo vale sempre in caso di pioggia e di temperature molto basse. Nel caso di neve la situazione è decisamente peggiore perché l'aderenza della gomma con l'asfalto non si basa più sulla proprietà della gomma di attaccarsi all'asfalto ma solo sulla capacità di spostare la neve stessa. Non ci sono consigli, solo andare pianissimo, a passo d'uomo con i piedi per terra a bilanciare eventuali spostamenti involuti.
Sul ghiaccio è inutile provarci, se è possibile tornare indietro fatelo alla svelta, se vi ci ritrovare sopra sicuramente lo avrete capito mentre state già andando giù. L'aderenza è nulla. L'unica possibilità è restare perfettamente bilanciati, perpendicolari alla strada e sperare di poter continuare così fino ad uscirne.
In generale, in condizioni climatiche di questo tipo, è conveniente avere un setup di sospensioni piuttosto morbido in modo sempre da addolcire le reazioni della moto e, in caso di neve o ghiaccio, sgonfiare i pneumatici a 1.5 per l'anteriore e 1.7 per il posteriore in modo da aumentare l'impronta a terra del pneumatico a discapito certo della stabilità ma tanto si deve andare pianissimo. Il problema semmai è quello di doversi portare un manometro e una pompa a pedale!
L'abbigliamento? Beh, diciamo subito che una buona carenatura ripara moltissimo dal freddo per il solo fatto che devia il vento. Infatti su un mezzo a due ruote non è tanto la temperatura effettiva quanto il vento in movimento a produrre la maggiore perdita di calore. Su moto senza carena, di qualunque tipo essa sia, è possibile montare un cupolino (ce ne sono di diverse dimensioni) e i paramani di tipo enduristico. Questi ultimi, sebbene sgradevoli esteticamente su moto stradali, danno un grande aiuto perché le mani sono molto sensibili al freddo e fondamentali alla guida.
Preoccuparsi del vento non vuol certo dire uscire di casa con il giubbotto sotto la pioggia. Un abbigliamento antipioggia è comunque utilissimo se non necessario e, se non si vogliono pesanti indumenti, si può sempre optare per un'antipioggia sotto la sella.





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