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Tubliss: montaggio e test

Ultima trovata nel campo dei "riempitivi di copertoni", le tubliss sono ancora una soluzione poco adottata dall'endurista, sia esso un amatore o un professionista.
A dire il vero qualcuno che le ha provate lo si incontra, ma i pochi giudizi che si possono raccogliere non sono unanimi. C'è il pilota che ci ha fatto un'intera stagione agonistica e chi le ha levate dopo la prima uscita perché troppo laboriose nel loro esercizio. In genere verso il sistema tubliss non c'è molta fiducia. Chi ha bisogno di sicurezze si orienta verso le mousse, chi vuole risparmiare usa le camere.
Anche se, a farsi bene i conti, moltiplicando il costo delle camere per il numero di volte che la pizzicata le ha rese inutilizzabili e sommando la scocciatura dell'operazione di sostituzione nei posti più disparati, in una stagione intensa un treno di tubliss (o mousse) può venire ampiamente ripagato.

Non sono assolutamente immuni a chiodi e corpi estranei come le mousse, ma non richiedono operazioni di ingrassaggio o di "ricostruzione" al cambio gomma, e non essendo a contatto con la pancia del copertone, non dovrebbero soffrire l'uso.
Il trucco sta nel far diventare tubless il cerchio evitando che l'aria fuoriesca dai nipples dei raggi. A questo ci pensa una piccola camera che si gonfia a 6-7 bar e aderisce saldamente al cerchio. Per riempire d'aria il copertone si usa una seconda valvola passante al fermacopertone. Non c'è il problema di pizzicare la camera, quindi si possono usare pressioni bassissime senza rischiare di pizzicare, ma attenzione alle botte al cerchio! Più si scende con la pressione e più il cerchio è soggetto ai colpi. Il buon accoppiamento tra cerchio e pneumatico è importante per la tenuta della pressione.

Dove comprarle

Abbiamo facilmente recuperato le mousse sul web acquistandole negli Stati Uniti risparmiando (grazie anche al cambio favorevole) circa 60-70 € a coppia rispetto a quanto si trova sul mercato locale, spedizione compresa.

Il montaggio

Sebbene, come anche per il sistema con camera o con mousse, il montaggio sia possibile nel garage di casa con leve e sapone, è raccomandabile far eseguire l'operazione da personale competente e dotato dei più moderni macchinari, mettendosi al riparo da eventuali danneggiamenti che ne possono ridurre la vita o la tenuta del copertone. Noi abbiamo portato le nostre coppie di tubliss all'officina Sicali di piazza Galatea, a Catania, e abbiamo seguito le diverse fasi del montaggio.
La prima operazione, una volta ripulito il cerchio, è di allargare il foro del fermacopertone, da 0.8 cm a 1 cm, il fermacopertone è più largo per poter ospitare la valvola di gonfiaggio del copertone. Quindi si può fissare la tubliss facendo coincidere la valvola della piccola camera con il foro della normale valvola per la camera d'aria e montare il copertone aiutandosi con sapone, la guida fornita in dotazione e le leve smonta-gomme.
Regolate le pressioni, la ruota è pronta per essere montata sulla moto.



Il test

Difficile immaginare un'occasione migliore per provare le tubliss della prima prova del campionato enduro!
Nella splendida cornice della costa ragusana abbiamo avuto modo di testare a fondo il sistema su terreni diversissimi, dallo sterrato duro alla sabbia, dal fettucciato alle fiumare di pietre grosse e tonde, su due moto: Husqvarna e KTM 450.
In questo frangente pizzicare una camera sarebbe stato un vero disastro e avremmo dovuto usare pressioni ben superiori ai 0.8 bar con la quale siamo partiti. Un vantaggio non da poco poter avere gomme più sgonfie a cuor leggero!
Il comportamento è stato ineccepibile: maggiore leggerezza nelle masse rotanti equivale a maggiore guidabilità, ottimo grip dei pneumatici e nessuna foratura!
Comportamento identico alla seconda gara, dove abbiamo provato ad abbassare ancora un pò la pressione. Nessuna perdita sul KTM, unica delle due ad arrrivare al traguardo.
Più interessante è stato prendere un chiodo in una più tranquilla uscita con amici. La posteriore del K è andata sgonfiandosi ma molto lentamente, il chiodo faceva da tappo alla fuoriuscita dell'aria. Abbiamo percorso diversi chilometri prima di porci il problema e abbiamo deciso di rimuovere il chiodo per evitare di bucare la tubliss sui terreni estremamente duri che andavamo ad affrontare.
Tolto il chiodo l'aria trova libero spazio per uscire e la gomma va giù. Non completamente però! La tubliss sostiene comunque il pneumatico ed è stato possibile proseguire senza distruggerlo e in maggiore sicurezza rispetto alla ruota con camera d'aria bucata.
Ormai stufo di prendere chiodi ma per nulla sazio, chissà quale pietra è andato a cercarsi Stefano per ridurre la gomma così. Le foto sotto mostrano la povera Metzeler tagliata e riparata con il kit per pneumatici tubless: la riparazione è molto semplice e richiede solo pochi minuti, senza smontare nulla!





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