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Livello superiore: Moto

Sull'importanza dell'uso del casco



Questo slogan è servito in una precedente campagna di sensibilizzazione sull'uso del casco. Effettivamente a tutt'oggi pochi si rendono conto dell'effettiva utilità di questo oggetto ed è invece molto spesso visto solo come una costrizione, l'ennesima imposizione. Non è mia intenzione parlare delle leggi che regolamentano l'uso del casco, quelle si trovano facilmente in altri posti, ne tanto meno della loro giustificazione in quelle fantomatiche statistiche sulla mortalità legate al non uso del casco che non si sono mai viste.
Io voglio piuttosto portare la mia personale esperienza all'attenzione di tutti di modo che ognuno possa avere una informazione fatta anche di pezzi di vita sulla quale operare le proprie scelte.
Personalmente non me ne è mai fregato niente della legge sul casco, l'ho sempre usato per libera scelta spaventato dalle conseguenze che potrebbe avere un semplice incontro fra la mia testa e l'asfalto o, chessò, con il marciapiede a seguito per esempio di una stupidissima scivolata.
Non ho mai visto incidenti di persone senza casco ma ne ho visto qualcuno graffiarsi sull'asfalto e penso che i visi delle persone che li portavano ne hanno giovato molto nell'aspetto. Tante però ne ho sentite raccontare da mio padre e amici da far rabbrividire.
Un giorno poi è toccata a me, un giorno come un altro andando a teatro. Un attimo mi ritrovavo per aria per poi atterrare proprio di testa. Una parabola perfetta causata dall'effetto catapulta dell'impatto dell'anteriore della moto contro la fiancata della macchina. E non c'era nulla che potessi fare per atterrare diversamente!
Quel giorno avevo il casco, come sempre del resto. La botta fu forte. D'istinto mi rialzai furioso contro chi aveva causato quell'incidente ma poco dopo ricaddi in terra stordito dal colpo.
Con l'ambulanza mi portarono fino all'ospedale. Ma senza casco me la sarei cavata con un 'semplice' trauma cranico?
Non penso ci siano dubbi che se oggi sono ancora vivo lo devo a quel vecchio casco.
Vecchio si perché ormai ha i suoi anni e anche quella bella botta e quindi non lo uso più. L'ho subito sostituito.
Insomma quel giorno il casco mi salvò la vita e da allora non perdo occasione per raccontarlo nella speranza di far riflettere qualcuno su quanto importante sia.

Passo ora ad una breve descrizione dei vari tipi di casco.
Quello che da il massimo in termini di sicurezza è senz'altro l'integrale, si tratta di un tipo completamente chiuso dotato di visiera apribile e di una o più prese d'aria per il raffreddamento. D'estate col caldo e soprattutto in città può risultare scomodo perché può dare un senso di costrizione e, ancor di più se di colore scuro, può far soffrire non poco il caldo.
A favore dell'integrale vi è anche la superiore silenziosità. Infatti ogni elemento spigoloso (prese d'aria comprese) aumenta le turbolenze d'aria, causa prima del rumore a velocità.
Una tipologia che da un maggior respiro è il modulare. In tal caso la parte anteriore ed in particolare la mentoniera insieme alla visiera sono ancorati rigidamente al resto ma possono essere sganciati ruotando verso sopra lasciando così il viso contro il vento. Bisogna considerare che in tal modo si ha un innalzamento del baricentro di tutto in casco unitamente ad un fronte di resistenza all'aria che impone la richiusura dell'elemento oltre una certa andatura che però varia a seconda della marca costruttrice.
Inoltre questa struttura mobile rende il tutto un po' meno resistente agli scontri frontali rispetto ad un integrale senza considerare che uno scontro frontale con la mentoniera alzata lascia parte del viso non protetta.
La rumorosità a velocità autostradale (a casco chiuso!) è maggiore di un integrale di pari livello qualitativo.
Infine vi è il jet, cioè un casco aperto nel frontale che può o meno avere una visiera (a volte retrattile) utilissima per proteggere dai sempre fastidiosissimi insetti di diverso calibro che puntualmente mirano il centro degli occhi.
Bisogna stare attenti a sceglierne uno che copra bene fino alla base del capo e considerare che la visiera, togliendo la possibilità che insetti finiscano negli occhi, aumenta la sicurezza alla radice.
E' chiaramente il tipo di casco che meno di tutti fa soffrire il caldo e lascia più liberi ma con esso è praticamente impossibile affrontare un lungo tratto autostradale tranne di andare sotto gli 80 km/h.
Non voglio nemmeno nominare le cosiddette 'scodelle' cioè quei cosetti inutili con omologazione DGM che finalmente sono diventati illegali anche in Italia ma che qualcuno usa ancora evidentemente con l'unico scopo di non farsi fare il verbale dalle forze dell'ordine.
Non danno assolutamente la protezione indispensabile lasciando completamente scoperta la faccia e mal proteggendo tutto il resto.





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